ROMA, ITALIA - EQS Newswire - 7 aprile 2026 - Il tempo stringe: dal
7 giugno 2026 la
Direttiva (UE) 2023/970 sulla trasparenza salariale
sarà esigibile in tutta Europa. Le aziende che non avranno adeguato i
processi di selezione e le strutture retributive si esporranno a
reali rischi legali.
Sebbene l'Italia sia in fase avanzata di recepimento, l'allerta rimane alta: oggi solo il
7% delle aziende europee ha un piano strutturato (Mercer, 2026), mentre nel nostro Paese il
divario salariale di genere nel settore privato sfiora il
20%, l'esatta disuguaglianza che la nuova norma punta ad azzerare.
Principali obblighi introdotti dalla norma
- - Trasparenza nella fase di selezione. Tutti gli
annunci di lavoro dovranno indicare la RAL o una fascia retributiva
precisa, indipendentemente dal canale di pubblicazione. È espressamente
vietato chiedere ai candidati informazioni sullo storico retributivo.
- - Diritto all'informazione durante il rapporto di lavoro.
I lavoratori potranno richiedere per iscritto il proprio livello
retributivo, i livelli medi per genere nelle categorie equivalenti e i
criteri di determinazione dei salari. Il datore di lavoro ha due mesi
per rispondere, senza necessità di rappresentanza sindacale.
- - Rapporti periodici sul divario salariale. Le
aziende con più di 250 dipendenti pubblicheranno rapporti annuali;
quelle tra 100 e 249, ogni tre anni. Prima trasmissione obbligatoria:
31 gennaio 2028. Le aziende con meno di 100 dipendenti sono escluse.
- - Correzione obbligatoria dei divari superiori al 5%.
Ogni divario non giustificato da criteri oggettivi attiva una
valutazione congiunta con i rappresentanti dei lavoratori e l'obbligo di
un piano correttivo.
Sanzioni e meccanismi per garantire la parità retributiva
La direttiva non fissa importi precisi (ogni Stato membro stabilirà il proprio regime), ma impone con carattere vincolante il
risarcimento integrale al lavoratore interessato e l'
inversione dell'onere della prova:
sarà l'azienda a dover dimostrare che le differenze salariali
rispondono a criteri oggettivi, non il lavoratore a dover provare la
discriminazione.
Come avere i dati salariali pronti prima del primo ciclo di rapporti obbligatori
Di fronte a questo scenario, da
Bizneo HR avvertono che il principale errore delle aziende è
confondere la data di giugno con il vero termine di preparazione.
"Il problema non è il 7 giugno: è il primo ciclo di rapporti del 2028.
Da allora, i dati retributivi devono essere raccolti, strutturati e
segmentati correttamente da due anni", indicano dalla società.
Rispettare queste scadenze richiede di disporre oggi di sistemi che centralizzino compensation, selezione e report,
senza dipendere da fogli di calcolo né incroci manuali tra strumenti diversi.
È precisamente qui che entra in gioco Bizneo HR: il suo software consente di
pubblicare offerte con fascia retributiva su oltre 200 portali simultaneamente, di
rilevare divari retributivi per categoria e genere prima che diventino oggetto di rendicontazione obbligatoria, e di produrre, grazie ai più di
72 report HR nativi —con segmentazione per genere,
organizzazione, anzianità e tipo di contratto—, i rapporti periodici che
la direttiva richiederà a partire dal 2028 — il tutto da un'unica
piattaforma.